Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website Raccolto amaro

Raccolto amaro

26/11/22 15:00 - 17:00

Di George Mendeluk,  con Max Irons, Samantha Barks, Canada, 2017, 103’.

"La fame continua a menar strage così imponente fra la popolazione, che resta del tutto inspiegabile come il Mondo rimanga indifferente di fronte a simile catastrofe...": già nel 1933 il console italiano a Kharkov Sergio Gradenigo si chiedeva il perché della mancata reazione dell'Occidente di fronte all'atrocità dell'Holodomor, il criminale programma di politica agraria messo in atto in Ucraina da Stalin che, privando la popolazione delle più basilari forme di sussistenza, provocò la morte di circa 10 milioni di persone. Eppure, nonostante le testimonianze raccontino di corpi scheletrici, città decimate e immense fosse comuni, il terribile genocidio del popolo ucraino per inedia - l'Holodomor, avvenuto tra il 1932 e il 1933, significa letteralmente "morte per fame" - ancora oggi difficilmente trova posto sui libri di storia e negli anni è colpevolmente scivolato nell'oblio.

Anni trenta. Il giovane Yuri trascorre un'infanzia idilliaca in Ucraina, con un padre, Yaroslav, che gli insegna il valore della libertà, e una ragazza, Natalka, che gli ispira sogni d'amore. È il periodo di una breve indipendenza per il paese, in seguito all'uccisione dello Zar. Con l'avvento di Stalin, però, le ristrettezze del regime sovietico stritolano il popolo ucraino, fino all'avvento dall'Holodomor, la terribile carestia imposta da Stalin che provocò la morte di milioni di persone. Yuri, come un'intera generazione di ragazzi ucraini, attraversa un'epopea che va dal miraggio moderno di una vita da artista a Kiev alla realtà di una lotta per la sopravvivenza nel cuore del paese.

Il totalitarismo sovietico, una delle grandi fucine di orrori del Novecento, abbonda di eventi tragici che per decenni sono stati negati, rimossi o semplicemente poco analizzati. Tra questi l’Holodomor rappresenta senz’altro una delle più terrificanti pagine della Storia moderna, sia per la portata della tragedia che per i tratti disumani che la caratterizzarono. Per fortuna oggi non vi sono più remore ideologiche che impediscano di parlarne liberamente.


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Cinema Del Borgo
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